• 12Dec

    Quasi quasi l’avrei perso, devo dire grazie a Freddyblog se l’ho letto.

    E dunque, anche Alberoni doveva dire la sua su Internet e il sesso (nella rubrica “Pubblico & Privato” del Corriere):

    Una ragazza di sedici anni tenta il suicidio perché il suo ex fidanzato ha inviato a tutti i loro conoscenti le foto erotiche che le aveva fatto. In una scuola alcuni ragazzi e ragazze di tredici anni fanno sesso orale e lo diffondono col cellulare. Un’altra ragazza della stessa età fa foto porno a pagamento. È solo la punta dell’iceberg. Perché succede? Colpa dei telefonini che consentono di fare foto e inviarle a chiunque? Ma prima si poteva fare lo stesso con le polaroid. La vera ragione è un’altra: un cambio del costume dovuto a Internet.

    Fino a pochi anni fa le conoscenze sessuali si sviluppavano in parallelo alle esperienze amorose, oggi vengono fornite da internet nella loro forma più arida, brutale, promiscua.

    Ogni civiltà elabora il delicato rapporto sesso-amore, lo insegna ai bambini e agli adolescenti con grande cura. Noi l’abbiamo lasciato agli speculatori della pornografia di Internet e non siamo nemmeno capaci di rendercene conto.

    Quel “non siamo nemmeno capaci di rendercene conto” è un falso “noi” (fa parte della retorica alberoniana), perchè esclude ovviamente Alberoni, che invece è capace di rendersi conto, e di scriverlo sul Corriere.

    Non posso che concordare con quanto scritto su Freddyblog:

    Fino a pochi anni fa le conoscenze sessuali si sviluppavano in parallelo alle esperienze amorose [la prostituzione come si colloca in questa retrospettiva storica?]

    Già, come si colloca?

    E non ci sarebbe solo la prostituzione, naturalmente…

    (un altro articolo di Alberoni, questa volta sul bullismo, qui)

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